Conversazioni sul mare

Il sogno e il racconto


Pensavamo che il racconto dovesse scriversi nella grande sala della Biblioteca, invece è nelle piccole stanze, nel ‘labirinto’, che continua a scriversi. Il racconto della casa, delle stelle, del mare, di Ester. Il racconto inizia ora. Il racconto che scriviamo la domenica. Il racconto che scriviamo il mercoledì.


Il sogno si sogna ancora. Riprendendo gli incontri nella casa sul mare, ripartendo dai libri, dalle storie di Ester, dal racconto di chi aveva scritto di Ester, ci siamo imbattuti in ciò: il sogno non finisce mai, attiene alle cose che non finiscono mai. E non è soltanto il sogno di Ester, non è il sogno di chi ha scritto di Ester, non è il sogno di chi ha ripreso gli elementi di chi ha scritto di Ester, ma è il sogno attuale, originario. La cosa straordinaria è che il sogno si sogna ancora.


Non è tempo di finire di raccontare le fiabe, anzi è tempo di iniziare il racconto della nostra fiaba.

Il mare e le stelle non finiscono. Quello che noi facciamo soggettivamente è ben poca cosa, quasi nulla. Solo i dispositivi che muovono dal vento, dal mare e dalle onde giungono al fare.


Dagli appunti relativi alle conversazioni tenute da Roberto Corchia nel Club sul mare (A.R., gennaio-febbraio 2013)