Archivio Incontri GP

CLUB DEL SECONDO RINASCIMENTO

DEL SALENTO

 

Incontro del Mercoledì

 

a cura di Roberto Corchia

Appunti Giuseppe Panareo 

Appunti del 06.11.2013 

il viaggio non è un passato che si realizza. Il viaggio è secondo l'idea che non si realizza, ma opera.

 

«La vita è la memoria come conversazione». (A.V.)

 

Dio è inammissibile perché è irreligioso.

 

La realtà è falsificata, al suo posto è costruito un quadro demonologico.

 

La malattia è il segno della fine del tempo.

 

Ogni giorno si nega il sogno (la realtà del sogno).

 

L'assoluto fa volare. Negando l'oggetto non c'è civiltà.

 

Ognuno crede d'incontrare sempre le stesse cose.

 

Il laicismo nega il viaggio, quindi lo sostituisce con il fatalismo.

 

Il soggetto si giustifica con l'assurdo.

 

La vita va verso la valorizzazione.   

 

Noi facciamo. Qualcosa agisce, qualcosa causa, qualcosa opera, qualcosa cifra.

          Parola          Sembiante             Dio            Tempo 

             ▼                     ▼                 ▼              ▼ 

          agisce            causa               opera             cifra

 

Appunti del 13.11.2013 

Non ci sono i fondamenti, ma solo le fondazioni.

 

La negazione di fondazioni genera il discorso psicotico.

 

Vige la psicosi generalizzata.

 

Mantenere la rotta è costruire.

 

Le difficoltà, che s'incontrano, sono segnali di tenuta.

 

L'unica elaborazione valida nell'ultimo scorcio di secolo è la teoria del secondo rinascimento.

 

Due posizioni assurde:             Credenti                         Non Credenti

 

L'assurdità del mondo vale sia se Dio esiste sia se Dio non esiste.

 

Il viaggio è secondo la causa.

 

L'itinerario non è in presentia.

 

L'operatore logico interviene, affinché le cose giungano al compimento intel- lettuale.

 

La realtà è intellettuale, dunque materiale e non spiritualistica.

 

Se le cose non procedono vuol dire che non si sono abbandonate tutte le fan- tasie. Le cose procedono verso la riuscita.

 

La salute è istanza di qualità.

 

L'obbedienza procede dalla libertà, non dalla schiavitù.

 

Davanti c'è solo l'avvenire, del quale non c'è idea.

Nessuno sa niente dell'avvenire. Si crede di sapere qualcosa di esso perché si assume la prospettiva dell'epoca.

 

Appunti del 20.11.2013

Il soggetto del ricordo applica la memoria selettiva sulla realtà.

 

La memoria selettiva è la visione della realtà.

 

La memoria elettiva rende la realtà identica, cioè l'annulla apparentemente.

 

Il discorso isterico scotomizza, ma non cancella. Resta sempre una traccia.

 

Ciò che allontana dall'idealità è l'aspetto pragmatico.

 

Quando le cose non giungono a conclusione pragmaticamente, il dispositivo pulsionale esistente non può evitare che ci siano segnali sintomatici.

 

L'affermazione “IO penso” rientra nel discorso psicotico.

 


L'affermazione “Noi facciamo, parliamo ecc.” esula dal soggettivismo. Quindi, non rientra nel discorso psicotico.

 

Appunti del 04.12.2013

L'aspetto più pericoloso rispetto all'epoca è che noi assumiamo l'idea di fine del tempo, ciò che si crede. Così non c'è itinerario.

 

Non c'è fine del tempo. Questo fantasma porta al cedimento.

 

L'idea comune della fine del tempo proviene dall'affermazione della funzione di morte.

 

Il fantasma di origine equivale alla funzione di morte.

 

Il sistema convenzionale ha bisogno che la morte funzioni. Nessun sistema può fare a meno dell'idea di morte.

 

Non c'è funzione di morte. Quindi, non c'è origine.

 

Funzione è lo zero (Padre), dove le cose iniziano. Funzione è l'uno (Figlio), dove le cose abbondano. Funzione è l'Altro, dove le cose si fanno.

 

 

Le cose viaggiano nella parola e si qualificano. Perciò, «noi combattiamo per  un valore assoluto» (A. V.), ciò che nessuno può togliere     

 

Appunti dell' 11.12.2013

Facciamo, perché nella parola giunge a darsi qualcosa.

 

L'avvenire delle cose è nella parola.

 

La parola procede dall'eucarestia.

 

Fuori della parola le cose non si danno, si procede in modo sostanziale.

 

C'è il punto vuoto.

 

Non c'è il vuoto.

 

Non c'è il nulla “ontologico”, sostanziale. Il nulla è lo stagliamento della parola  originaria.

 

Non abbiamo bisogno di abbracciare il nichilismo per rifiutare l'epoca, perché altrove c'è un'altra cosa che non è il credibile, il pensabile.


Appunti di Giuseppe Panareo riguardo alle Conversazioni del Secondo Rinascimento

tenute al Caffè De Luxe da Roberto Corchia

 

19. 02. 2012

La parola sfugge ai gangli della fissità.

Lo sguardo rivolto ai nomi del sud, denso di memoria e tradizione.

 

29. 02. 2012

L’arte, l’invenzione, la luce.

Lettura altra, rispetto agli apparati accademici, di Leonardo Da Vinci. Spesso relegato alla parte di genio, non è considerato filosofo dalle università.

 

25. 03. 2012

La filosofia dell’essere e del non essere ha plasmato il luogo comune.

La nuova filosofia del secondo rinascimento si fonda sulla parola.

Il verbo si fa carne. Annichilimento del pensiero fondato sulla sostanza.

 

 01. 04. 2012

Di contro alla cultura del libro, l’avvento del rinascimento introduce l’uso delle mani e dell’esperienza. Il binomio, quindi, intellettualità - manualità.

Con Leonardo interviene la constatazione.

La pittura rinascimentale inserisce il corpo nudo maschile e femminile nelle basiliche, accettato dalla cultura cattolica.

Lutero reagisce alla novità. Propone la riforma in opposizione al pensiero cattolico. Il ritorno ai libri o al libro sacro per antonomasia.

La stampa della bibbia è il pretesto per un ritorno al passato.

 

08. 04. 2012

La sanità affronta la malattia con la prospettiva della morte davanti. Nel protocollo medico solitamente non esiste il valore della vita.

Sant’Agostino ha avviato l’analisi con le confessioni.

 

22. 04. 2012

Teorema: non c’è idea della vita.

Davanti non c’è la vittoria o la sconfitta.

Nessuna vittoria se si rinuncia alla battaglia.

Non ci sono diritti acquisiti, stabiliti una volta per tutte. Il diritto si ottiene facendo.

L’educazione dei giovani è inquadrata su valori ideali. Quindi, viene meno la propensione all’intrapresa.

Con Aristotele prende piede l’interrogazione algebrica.

La logica aristotelica (principio d’identità - principio di non contraddizione - principio del terzo escluso) ha inclinato il piano della cultura occidentale verso la spazializzazione

Restituzione del testo (Il combattimento spirituale) di padre Lorenzo Scupoli. Lettura che non vagheggia il bigottismo.

 

29. 04. 2012

Gli uomini, per mettersi al riparo dai disagi e dalle incertezze della vita, hanno edificato il concetto di dio. Un dio fatto a loro immagine e somiglianza. Una specie di deus ex machina che interviene per suggerire una soluzione alle più disparate vicende dell’esistenza terrena. Fuori da questa mentalità sono alcuni filosofi come Sant’Agostino, G. Bruno ed altri.

Gli evangelisti nella stesura dei vangeli hanno riportato anche il loro carico di superstizioni, che affondano le radici nella struttura parentale e nella cultura della loro epoca.

Giordano Bruno è il filosofo che affronta soprattutto aspetti teologici. Lungi dal concepire un dio rappresentato come un artefice delle cose, afferma, invece, che la causa è un oggetto (un punto vuoto?) che muove il viaggio delle cose e degli uomini.

La vita è un itinerario per ciascuno. L’itinerario è mosso da un oggetto e viaggia verso la cifra. Il valore della vita è davanti.

Il dio della religione è antropomorfizzato. Freud a tal proposito parla di un Dio che fa le veci del papà.

Gli umani si portano dietro il concetto di ereditarietà come pesantezza. Per trarsene fuori, essi si appellano all’idea di dio.

La religione si fonda sull’idea di credenza, e affronta la questione dio con i concetti di credo e non credo. E’ sospeso il pensiero.

 

13. 05. 2012

Il metodo dei sofisti, vale a dire: l’interrogazione aperta allude al dispositivo di parola. Platone si adopererà per sostituirla con il dialogo. Ovvero con il discorso già codificato, che conduce all’interrogazione corretta, alla dimostrazione precostituita.

Secoli dopo, Freud e Lacan affermano l’importanza dell’incontro concreto. Contingenza dell’incontro, quindi, laddove si danno effetti di senso, di sapere, di verità e di riso, che procedono dalla parola in atto e non da vacue e inutili teorie.

Pochi nella filosofia moderna hanno lavorato attorno alla questione dell’idea agente. Degno di nota è l’apporto di A. Verdiglione, che analizza la questione sia intorno al discorso religioso sia intorno al discorso scientifico.

Non c’è delega nella vita di ciascuno.

Il ricorso alla delega implica la moratoria, cioè l’idea che qualcuno agisca al posto mio (es. dio, lo stato, la famiglia, ecc.).

Se è tolto il tempo e l’oggetto, allora nulla provoca, nulla accade, tutto è assurdo. Si elude l’esperienza originaria.