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CLUB DEL SECONDO RINASCIMENTO

DEL SALENTO

 Incontro del Mercoledì

 a cura di Roberto Corchia

Appunti Annamaria Rainone 


  11/12/2013

Noi facciamo perché nella parola qualcosa giunge a darsi: è l’avvenire delle cose nella parola, in quanto la parola procede dall’eucaristia. Fuori di ciò, c’è la visione sostanziale, dove le cose non si danno.

Armando Verdiglione ci ha insegnato che non c’è il vuoto ma il punto vuoto. Accettare tale enunciazione è trovarsi fuori dell’epoca. Non c’è il nulla ‘ontologicamente’ fondato, il nulla è lo stagliamento della parola originaria.

Non abbiamo bisogno di abbracciare il nichilismo per allontanarci dall’epoca, perché da un’altra parte c’è un’altra cosa, che non è il pensabile.


4 /12 /2013

La cosa più pericolosa è assumere l'idea di fine del tempo, prendere per buono ciò che è ‘credibile’. In tal modo, nessun itinerario. L’itinerario muove dall’inaccettazione. Non c’è fine del tempo; e l’idea comune è dovuta all’assurda affermazione della funzione di morte, ovverosia di un fantasma, del fantasma di origine.

Il cedimento viene dall’idea di fine del tempo. Ogni volta che interviene il fantasma di fine del tempo, c’è cedimento. Si cede perché tutto il credibile ci ‘arriva sopra’.

Ma non c’è funzione di morte. La morte non funziona. Non c’è origine e non c’è funzione di morte. Lo zero funziona e le cose iniziano (funziona il padre). L’uno funziona e le cose abbondano (funziona il figlio). L’Altro funziona e le cose si fanno.

Le cose viaggiano nella parola e si qualificano. Perciò, noi combattiamo per un valore assoluto (A.V.), ciò che nessuno può togliere.


20 /11 /2013

 

La memoria selettiva è la visione della realtà.

La memoria elettiva è vedere questa realtà come identica.

Con la visione e con l’identico, la realtà viene tolta.

 

Ciò che ci tiene lontano dall’idealità è l’aspetto pragmatico.

 

Quando le cose non giungono a conclusione, grazie al modo pragmatico, il dispositivo pulsionale, che pure c’è, non può evitare che ci sia necessità di segnali sintomatici.

 

Chi si crede uno può essere nel discorso psicotico (nell’io penso).

 

“Noi diciamo, facciamo, scriviamo” non è discorso psicotico. “Insieme noi facciamo”.


13 /11 /2013

Nell’epoca le fondazioni sono negate e si cercano i fondamenti, che non esistono, da qui la dispersione.

 

Le difficoltà che incontriamo sono segnali di tenuta, non segni di cedimento.

 

L’unica elaborazione valida dell’ultimo scorcio del ’900 è la teoria del Secondo Rinascimento.

 

Non ammettere Dio è credere al mondo come assurdo, perché si nega l’assoluto. Ma anche ammettere il Dio religioso è trovarsi nell’assurdo, perché le cose sarebbero in mano ad una volontà arbitraria di un soggetto fantastico che può rispondere o meno alle richieste dei soggetti umani.

 

L’operatore logico interviene perché le cose giungano a compimento. Le cose non possono non procedere verso la qualità.

 

I segnali che incontriamo riguardo alla salute sono da intendere come indicazioni per la riuscita, mentre l’epoca li prende come segnali della negatività, perché l’epoca vive economizzando il male.

 

Nessuno conosce l’avvenire. L’avvenire non si vede, ma si crede di averne un’idea, perché si assume la visione dell’epoca che è legata al concetto di durata. Il tempo, però, inimmaginabile con la sua rapina e la sua violenza. Così non si ammette che le cose partono dal disegno e vanno oltre: alla scrittura e oltre la scrittura, al compimento e oltre il compimento, oltre il messaggio, oltre la missione di civiltà.


6 / 11 / 2013

 

Il viaggio non è memoriale, non è un passato che si realizza. Il viaggio è secondo l’idea che non si realizza, ma opera.

 

La realtà è falsificata e al suo posto è costruito un quadro demonologico. Della realtà non è ammesso nulla. E’ una vita senza aria, senza superfluo, senza il cielo, senza la terra, senza notte e senza giorno. Ogni giorno si toglie il sogno.

E’ una vita senza l’assoluto. Senza l’assoluto non c’è il volo.

 

Le galassie viaggiano secondo la causa.

Nell’epoca, tutto è condizionato, ma è tolta la condizione.

Il laicismo è la negazione del viaggio, per esso le cose vanno secondo il fatalismo. Ma la voce è causa del viaggio.

L’idea dell’assurdo non è altro che la giustificazione del soggetto (ancora le voci materne), ma l’immaterno della voce non può essere eluso, e comunque la sua idea opera al viaggio.

La causa di verità non si può togliere dalla vita, dalle galassie, perciò la vita non può non valorizzarsi.

 

Noi facciamo, non io, e qualcosa agisce, qualcosa causa, qualcosa opera, qualcosa cifra.

La forza intellettuale c’è quando serve, e noi come dispositivo possiamo trovarla.